P E P P I N O   M A T I C H E C C H I A          

Peppino Matichecchia, detto: mesctu Peppu.

 

Figlio di Annunziata Cannalire e di Francesco Matichecchia.

 

          Oggi, 28 ottobre 2013, si sono tenuti i funerali. E’ deceduto ieri mattina intorno alle tre. Il regalo più bello che potesse ricevere lo ha ricevuto dalla sorella Giovanna; Marietta è ancora in vita ma non è potuta venire, evidentemente per motivi di salute. Era presente il fratello Angelo. Il regalo di Giovanna è consistito nell’andare a fare le letture sull’altare. E’ riuscita a leggere senza il minimo degli errori, con la pacatezza e la solennità che solo lei è capace di rendere alle letture così come ha fatto in centinaia di occasioni prima che venisse colta da un ictus nel mese di febbraio.E’ riuscita a superare le difficoltà cui sarebbe andata incontro prospettategli dai nipoti Maria Antonietta col marito Francesco, sostenuta nel tempo della lettura dall’egregio Nunzio Grottoli, e a testimoniare al fratello cui voleva, ricambiata, tantissimo bene, tutto il suo affetto fino all’ultimo istante sull’altare. A casa di Peppino era andata già ieri mattina e coi presenti aveva recitato il Rosario così come ha fatto anche al pomeriggio. Queste persone sono divenute personaggi nel paese; Giovanna lo era già stata nella conduzione del negozio di generi alimentari su via Roma; tante volte ci ha parlato di questa sua esperienza e degli innumerevoli episodi di ordine sociale, storico, culturale legati a quella sua attività. Peppino non è stato da meno; sempre legato al lavoro sin da giovane età; ha condotto delle esperienze in Svizzera all’epoca della consistente emigrazione dal sud degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso; dal padre aveva imparato i rudimenti essenziali per la costruzione dei trulli ma lui intendeva andare oltre e, coi maestri dell’epoca, si avviò alla edificazione delle case di abitazione avvalendosi anche di quanto aveva imparato in Svizzera. Ha tenuto al lavoro sempre con grande scrupolo ed onestà aiutando in particolare quelli che non disponevano dell’intera somma per i lavori da effettuare.La nota che accomunava, che ha accomunato questi due, per la intensa frequenza che abbiamo avuto, l’una perché voluta da me dal 2004 come presidente del Gruppo, l’altro per le visite che aveva la bontà di farmi/ci quando eravamo nella sede di via Roma, era quella di far continuamente riferimento al padre (Ciccio) per qualunque discorso si sostenesse. Di qualunque argomento si parlasse, essi dovevano sempre riferirsi a quanto sentito/sostenuto dal padre, ritenendolo il bagaglio/patrimonio intellettuale, sociale, culturale più appropriato che avessero mai potuto ascoltare da persona vivente, ovviamente considerato sempre e comunque il migliore degli insegnamenti e il più valido contributo da rivolgere alle “giovani” generazioni.

          Di entrambi abbiamo raccolto tantissime testimonianze che sarebbe riduttivo elencare. Da mesctu Peppuabbiamo ricevuto una serie infinita di scritti, di disegni, di dipinti tutti riferiti a problemi socio-politici raccolti in decenni di dedizione all’uso del pensiero. L’intera donazione contiamo di renderla di pubblico dominio appena se ne presenteranno le condizioni.

 

vedi foto in fotogallery dell’8 sett. 2012 - Peppino

vedi foto in fotogallery del Natale 2013 - Presepe