UN POMERIGGIO DI ORDINARIA CULTURA      

(TUTTE LE FOTO SI POSSONO CLICCARE)

 

 

       La giornata nazionale del WWF è stata l’occasione per noi del Gruppo Anonimo ’74 di visitare la palude “La Vela”. Un centro a pochi passi da Monteiasi, sulla Circummarpiccolo, in cui il personale del WWF si occupa di preservare la flora e la fauna caratteristici di questo territorio che sicuramente senza il loro lavoro non avremmo avuto modo di vedere mai a causa del progresso ma soprattutto dell’incuria umana.

 

Ed eccoci quindi a documentare quello che sembrava un classico pomeriggio di approfondimento scientifico (soprattutto per bambini) all’aria aperta che in realtà si è rivelato una divertentissima evasione per tutta la famiglia.

 

Il tutto è cominciato con i crismi giusti: la gomma dell’automobile del Prof. bucata e ovviamente la palude “La Vela” chiusa.

Ma potevano questi due dettagliucci scoraggiarci? Certo che no!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eravamo intenzionati a non mollare e neanche a dirlo avevamo con noi la persona giusta perché ovviamente il Prof. conosceva un ingresso “secondario”.

 

Come tanti esploratori, in fila indiana, battendo i piedi per terra per intimorire eventuali serpenti malintenzionati, siamo riusciti ad entrare e la prima cosa che ci è saltata all’occhio è stata la vastità dell’oasi e la grande varietà di vegetazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I pini, gli ulivi, le tamerici, la malva, la senape, l’orchidea e gli asparagi, tutti ovviamente selvatici, venivano riconosciuti dai saggi del gruppo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il bello non erano tanto le piante in sè ma i ricordi che rievocavano e da cui scaturivano i racconti che sono stati capaci di catturare l’attenzione dei più piccoli del gruppo, a tratti anche di Luca di soli tre anni (e questo sì che è un vero miracolo!)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E dunque aiutati dalle informazioni dei vari cartelli dislocati lungo il percorso e allietati dalla simpatia della signora Concetta, la mamma di Annamaria,  siamo giunti al punto di osservazione: una capanna mimetizzata nella natura che permette di vedere, fotografare e studiare i vari volatili che abitano la palude, senza però infastidirli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ritornati alle nostre autovetture abbiamo deciso di fare tappa anche ai vicinissimi Battendieri per poter mostrare ai più piccoli questo importantissimo pezzo della nostra storia ma purtroppo anche qui la sorpresa è stata la medesima: chiuso!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allora il Prof. senza perdersi d’animo ci ha fatto lavorare d’immaginazione  raccontandoci cosa accadeva quando, anni e anni addietro, le famiglie monteiasine (ma anche grottagliesi) con i propri mezzi di fortuna si recavano al bellissimo e pulitissimo Mar Piccolo per la loro villeggiatura in agosto. Parcheggiavano gli sciaraballo all’ombra delle tamerici e si godevano il loro meritato riposo al mare. All’ora del pranzo le donne tornavano ai loro calessi e si attrezzavano per cuocere la pasta fatta in casa che avevano sapientemente preparato prima di partire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Questo tuffo nella nostra storia ovviamente ci ha incantati tutti e, per quanto il Prof. non sia nuovo a questo genere di racconti, ogni volta è un’esperienza incredibile per noi che amiamo ascoltarlo.

Torniamo quindi alle nostre case arricchiti e sazi di cultura, delle nostre radici.

Solo una cosa Prof... la prossima volta vediamo di saziare anche i nostri stomaci (puddiche al pepe avevi detto, no?!)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cura di Federica e Donato (Lep./San.)